Rigore senza austerity
Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, ha annunciato il taglio di trecentomila dipendenti pubblici entro il 2013, la smobilitazione delle auto blu, un memorandum sulle scadenze per gli automobilisti, mentre diminuiscono le assenze per malattia negli uffici statali e va aumentando la produttività: "Per effetto del blocco del turnover tra il 2008 ed il 2013 complessivamente si può prevedere una riduzione dell’occupazione nel settore del pubblico impiego di oltre trecentomila unità".
12 AGO 20

Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, ha annunciato il taglio di trecentomila dipendenti pubblici entro il 2013, la smobilitazione delle auto blu, un memorandum sulle scadenze per gli automobilisti, mentre diminuiscono le assenze per malattia negli uffici statali e va aumentando la produttività: "Per effetto del blocco del turnover tra il 2008 ed il 2013 complessivamente si può prevedere una riduzione dell’occupazione nel settore del pubblico impiego di oltre trecentomila unità". Secondo i calcoli del ministro della PA, in complesso il risparmio per il Tesoro nei sei anni di blocco del turnover può valere 62 miliardi di euro, vale a dire oltre il 4 per cento della spesa annuale per personale e consumi intermedi.
Mentre i capi di stato e di governo ieri si confrontavano a Bruxelles sul nuovo Patto di stabilità, gli spread dei titoli di stato di Portogallo, Irlanda e Grecia rispetto ai Bund tedeschi sono tornati a salire, segnalando un’accresciuta sfiducia degli investitori per la situazione del debito pubblico. A Lisbona il premier socialista José Socrates non è riuscito a convincere l’opposizione di centrodestra a sostenere il suo programma di austerità fatto di troppe tasse e pochi tagli. A Dublino, Brian Cowen deve trovare 15 miliardi di euro, il doppio del previsto, per riportare il disavanzo sotto il 3 per cento in quattro anni. Ad Atene si allontana l’obiettivo di deficit concordato con Unione europea e Fondo monetario internazionale. Il problema per tutti è lo stesso: programmi di austerità fondati sull’aumento di tasse sul reddito, imposte sulle imprese e Iva non funzionano quando si sta uscendo da una recessione.
Il caso greco è esemplare. Atene ha diligentemente tagliato la spesa pubblica dell’11 per cento, ma l’aumento delle tasse non garantisce ancora un incremento sostanziale delle entrate fiscali. Risultato: il deficit nel 2010 sarà dell’8,9 invece che dell’8,1 per cento del pil, secondo una fonte citata dal New York Times. In Portogallo, aumentano l’Iva e le tasse su famiglie e imprese, ma ciò non basta; alla fine dell’anno il disavanzo dovrebbe raggiungere il 7,8 contro il 7,3 per cento prefissato dal governo. Insomma, tagliare il deficit alzando le tasse significa infilarsi nella spirale che porta alla doppia recessione.
Il modello per superare la crisi del debito sovrano è quello indicato da David Cameron: tagliare drasticamente la spesa pubblica e le dimensioni dello stato, adottando riforme strutturali per rilanciare il settore privato. Contrariamente a Socrates in Portogallo e Zapatero in Spagna, Cowen e Papandreou sembrano averlo capito. In Irlanda la Finanziaria 2011 sarà incentrata “più sulla riduzione della spesa che sull’aumento delle tasse”. Ad Atene si discute di invertire la proporzione tra tasse e tagli per far rientrare il deficit più rapidamente. D’altronde la storia insegna: anche Margaret Thatcher, prima di essere incensata in quanto regista di una crescita spettacolare del Regno Unito, sopportò di essere ribattezzata “Milk Snatcher”, perché accusata di aver tagliato il latte gratis alle mense degli studenti inglesi.
Il caso greco è esemplare. Atene ha diligentemente tagliato la spesa pubblica dell’11 per cento, ma l’aumento delle tasse non garantisce ancora un incremento sostanziale delle entrate fiscali. Risultato: il deficit nel 2010 sarà dell’8,9 invece che dell’8,1 per cento del pil, secondo una fonte citata dal New York Times. In Portogallo, aumentano l’Iva e le tasse su famiglie e imprese, ma ciò non basta; alla fine dell’anno il disavanzo dovrebbe raggiungere il 7,8 contro il 7,3 per cento prefissato dal governo. Insomma, tagliare il deficit alzando le tasse significa infilarsi nella spirale che porta alla doppia recessione.
Il modello per superare la crisi del debito sovrano è quello indicato da David Cameron: tagliare drasticamente la spesa pubblica e le dimensioni dello stato, adottando riforme strutturali per rilanciare il settore privato. Contrariamente a Socrates in Portogallo e Zapatero in Spagna, Cowen e Papandreou sembrano averlo capito. In Irlanda la Finanziaria 2011 sarà incentrata “più sulla riduzione della spesa che sull’aumento delle tasse”. Ad Atene si discute di invertire la proporzione tra tasse e tagli per far rientrare il deficit più rapidamente. D’altronde la storia insegna: anche Margaret Thatcher, prima di essere incensata in quanto regista di una crescita spettacolare del Regno Unito, sopportò di essere ribattezzata “Milk Snatcher”, perché accusata di aver tagliato il latte gratis alle mense degli studenti inglesi.